ciao lucio, mi mancherai!

(per una volta riprendo un articolo dal Manifesto; non me ne vogliano i lettori, ma Lucio e gli altri compagni – del gruppo storico della redazione romana di via Tomacelli 146 – sono stati per me maestri del mestiere)

Lucio Magri è morto ieri, a 79 anni, decidendo la propria fine. Fu tra gli animatori del gruppo di dissidenti del Pci che diede vita al “manifesto”.

redazione – 29.11.2011
Lucio Magri si è spento ieri in Svizzera, dove si era recato per porre termine alla propria vita, di sua volontà. La notizia si è diffusa nella notte, tra gli amici; qualcuno, i più intimi, era stato da lui informato in precedenza della sua intenzione, senza riuscire a fargli cambiare idea. Il corpo rientrerà in Italia per essere sepolto a Recanati, la città dove era nato nel 1932.
La notizia della scomparsa di Lucio Magri, e delle sue circostanze, ha suscitato oggi moltissime reazioni. Al dolore e alle testimonianze d’affetto di moltissimi militanti della sinistra di vario orientamento, e naturalmente in primo luogo dei tanti che hanno condiviso con Magri almeno una parte del proprio percorso politico e intellettuale, si sono affiancate numerose prese di posizione polemiche da parte di leader politici, centrate sulla decisione di chiudere volontariamente la propria vita piuttosto che sulla personalità e le idee politiche di Magri.
Magri era entrato nel Pci negli anni Cinquanta, poco più che ventenne, dopo un’esperienza nella gioventù democristiana a Bergamo. Venne accolto nella segreteria del partito di Bergamo, poi nel direttivo regionale lombardo, e di là passò poi a Botteghe Oscure. Nel 1969, dopo lo shock dell’invasione sovietica della Cecoslovacchia, in dissenso con le timidezze e le reticenze del Pci fu tra gli animatori del gruppo (con Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Aldo Natoli, Valentino Parlato, Eliseo Milani, Luciana Castellina, Massimo Caprara e altri) che diede vita alla rivista “il manifesto”, da lui diretta, e che successivamente venne radiato dal partito. Nel 1971 partecipò insieme agli altri alla trasformazione della rivista nel nostro quotidiano, da cui successivamente si distanziò, fondando il Partito di unità proletaria per il comunismo. Nel 1984 rientrò nel Pci, dove rimase fino alla dissoluzione e trasformazione nel Pds, nel 1991; in quel momento aderì al gruppo continuista e partecipò alla nascita del Partito della Rifondazione comunista, dove rimase fino al 1995 quando la sua corrente lasciò il partito e poi rientrò nei Democratici di sinistra. Una scelta che Magri non condivise, preferendo restare fuori dai partiti.
Nel 2009 Lucio Magri ha pubblicato un libro importante, “Il sarto di Ulm” (Il Saggiatore), che ripercorre la storia del Partito comunista italiano nel dopoguerra e la sua personale.

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Una risposta a ciao lucio, mi mancherai!

  1. Pingback: ciao lucio, mi mancherai! | BgUnder

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.