di fronte ai reazionari è sempre giusto ribellarsi (dal blog di proletari comunisti)

Dopo aver tenuto la piazza Tahrir per settimane, dopo aver affrontato le forze dell’Ordine, al prezzo di decine di morti e migliaia di feriti e dopo aver gridato per il cambiamento di regime agli inizi di quest’anno, le masse dell’Egitto sono di nuovo in movimento. Con la loro determinazione, hanno già cacciato Mubarak. L’esercito l’aveva scaricato e si era presentato come la nuova alternativa, promettendo elezioni “libere e democratiche” e un trasferimento di potere a un governo civile tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013. L’esercito ne poi approfittato per assicurare ancor meglio la propria posizione come classe dominante , strumentalizzando la religione e spingendo una parte delle masse contro l’altra e reprimendo i settori più avanzati che richiedono un vero cambiamento di regime. Gli interessi degli imperialisti non sono stati messi in causa e le condizioni di vita fondamentali delle masse non sono cambiate . Si è passati da un vecchio “cane da guardia” ad un altro.
Di fronte a questa situazione di impasse, le masse si sono ribellate . Hanno ripreso nuovamente le piazze e così da sabato 19 novembre si oppongono all’esercito e alle sue forze di repressione in tutto il paese e soprattutto al Cairo. Questa determinazione dimostra che le masse egiziane hanno ben capito che il “cambiamento” di regime non si è verificato, che si è trattato di una farsa. E non è stato l’appello dei Fratelli Musulmani a non manifestare che le ha fermate.
Ci sono già 40 morti negli scontri e l’annuncio del maresciallo Tantawi, ministro degli Interni per 20 anni sotto il regime di Mubarak e attuale leader del consiglio militare, di anticipare il trasferimento del potere ad un governo civile nel giugno 2012 non ha calmato la rabbia dei manifestanti che chiedono le dimissioni immediate del consiglio militare.
Ma c’è da scommettere fortemente che il nuovo gruppo dirigente sarà ancora una volta al soldo degli imperialisti e che si tratterà solo di un cambiamento di facciata della situazione. Quel che è certo, è che le masse egiziane mostrano che anche la partenza di un Mubarak non è sufficiente, che bisogna andare oltre. È attraverso questa esperienza che in Egitto si organizzerà l’alternativa rivoluzionaria e si costruirà il partito della rivoluzione . Le difficoltà politiche invitano a cercare la strada giusta e ciò è quello che stanno facendo le masse popolari in Egitto.
Viva la rivolta delle masse popolari egiziane!
Abbasso i nuovi cani da guardia dell’imperialismo!
Per la costruzione del Partito della rivoluzione!

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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