buon senso

La busjarda di venerdì 29 aprile è costretta, suo malgrado, a dare la notizia che il fronte NO TAV si sta allargando: gli ultimi Comuni, in ordine di tempo, ad esprimere forti perplessità sono Rivoli e Settimo Torinese.
Il sindaco sedicente democratico settimese, Aldo Corgiat – da sempre tra i maggiori sostenitori della linea ad alta velocità – arriva a minacciare, qualora non fosse interrata la linea storica Torino-Milano, di “riconsiderare la disponibilità dell’amministrazione comunale”.
Nonostante le promesse – elargite a piene mani (intanto non costano nulla!) per rendere appetibile un mostro come il tracciato della nuova linea che non porta alcun vantaggio alla popolazione, ma soltanto infrastrutture in cemento e traversine per binari che deturpano il paesaggio e tolgono spazio vitale ai cittadini – evidentemente c’è scarsissimo interesse per il territorio comunale, da parte delle istanze superiori.
Come si suol dire: passata la festa, gabbato lo santo; una volta che i fautori del TAV sono riusciti a far passare sul territorio i nuovi binari, chi s’è visto s’è visto, ora la popolazione può protestare e reclamare quanto vuole, ormai il gioco è fatto.
Fin qui le ultime novità dal fronte torinese; ma la notizia più interessante arriva da Trieste, esattamente dallo storico quotidiano Il Piccolo che titola, in prima pagina: “Moretti gela Trieste: treni ad alta velocità solo fino a Mestre”.
A questo punto c’è da chiedersi quale persona di buon senso possa ancora accordare la propria fiducia a chi da una parte vuole la distruzione della Val di Susa “per non fermare lo sviluppo europeo”, e dall’altra – ma questo, ovviamente, il quotidiano reazionario torinese non lo racconta – svela che dello sviluppo europeo se ne infischia; tanto è vero che fa terminare il famigerato corridoio cinque a Mestre, il che azzera totalmente qualunque pur lontanissima parvenza di utilità della linea ad alta velocità.

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