amianto in liguria

Mentre a Torino continua il processo a carico della multinazionale svizzero-belga dell’amianto, l’ Eternit – tornerò a seguirlo dal vivo appena possibile – il quotidiano genovese Corriere Mercantile di venerdì 25 febbraio riporta la notizia che la regione Liguria aderisce alla battaglia contro i tetti in Eternit di edifici pubblici e privati, proponendo agevolazioni fiscali per realizzare, al loro posto, impianti fotovoltaici.
In regione sono 1.392 i lavoratori formati per la rimozione dell’amianto, che sul territorio è ancora presente in maniera massiccia: cinquantamila tonnellate di materiale compatto, settemila di quello friabile; il problema è che, nonostante i numerosi progetti messi a punto, allo stato attuale non esiste ancora alcuna discarica ad hoc in nessuna zona della regione.
Questa è la situazione a livello ambientale, ma non è la sola questione che concerne la fibra-killer; Armando Palombo della Fiom-Cgil avverte che “l’amianto continua ad essere un incubo. Chi ha lavorato, anche per quarant’anni, a contatto con questo materiale rischia di ammalarsi e anche non ricevere la pensione”.
Questo a causa di un contenzioso tra Inps ed Inail che provoca la situazione paradossale per cui ci sono ex lavoratori – esposti per decenni alle fibre del minerale cancerogeno – che, nonostante la legge li preveda espressamente, sono senza i benefici pensionistici.
Tutto questo mentre i padroni assassini – il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, ed il barone belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne – continuano tranquillamente a fare miliardi di profitti sulla pelle dei lavoratori e delle popolazioni.
Sono loro che devono pagare le pensioni, di tasca loro, non gli enti statali che sono parti lese anche loro.

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