processo thyssenkrupp: udienza del 23 febbraio

(ricevo, e pubblico, per gentile concessione di Elena di Agenda Rossa)

Nessuno al presidio all’ingresso del tribunale, strano, di solito i compagni della Colcom sono presenti… sia con i loro striscioni che con lo striscione con le fotografie delle vittime del rogo.
Ore 9,30 entra la corte
Dopo poco inizia l’avvocato Audisio – difensore di Herald Estenhan, Gerald Prigneitz e Marco Pucci.
Inizia dicendo che la situazione del mercato mondiale ha costretto la Thyssen ad ottimizzare e riorganizzare… che l’azienda NON voleva chiudere Torino ma che voleva incrementare la produzione di Terni .
(n.d.r. e per farlo chiudeva Torino e portava tutto a Terni!)
Ricorda che Estenhan era l’A.D. dell’azienda e quindi il datore di lavoro. Per adempiere agli obblighi che la legge prevede in termini di sicurezza era costretto a delegare, in quanto non aveva le conoscenze tecniche per adempiere alla normativa in vigore.
Ricorda che il sistema di deleghe risale a prima della sua assunzione e che quindi si è limitato ad attuare le linee già seguite in precedenza.
Ricorda che il delegato era il direttore di Stabilimento di Torino, Il Signor Salerno e che quest’ultimo aveva una delega a firma congiunta, con un parigrado di Torino, di 1 miliardo – quindi con una autonomia più che sufficiente per garantire interventi connessi alla sicurezza!
Le anomalie riscontrate non dipendono quindi da Estenhan ma dal delegato.
Obbligo di Estenhan era la valutazione del rischio! E qui inizia con le domande auliche: ”Ha Estenhan adempiuto alla valutazione? E se si… lo ha fatto correttamente”?
Chiede di precisare che cosa significa Luogo ad elevato rischio incendio.
Fa un esempio di rischio incendio parlando dell’aula in cui ci troviamo e dice che il tribunale è in ”pericolo” di incendio MA non a ”rischio”.
Sostiene che alla linea 5 c’era il pericolo, si, ma non il rischio.
E’ vero che c’erano flessibili contenenti olio infiammabile a pressione ma che non c’erano fonti di calore in prossimità, quindi non vi era pericolo.
I coils lavorati erano si impregnati di olio di laminazione ”altamente” infiammabile, ma che dovevano essere sgocciolati… e l’olio che cadeva doveva essere ripulito.
E’ vero che c’era carta ma veniva raccolta su appositi rulli e che nel caso si fosse strappata bisognava toglierla manualmente.
Ricorda che vi era una impresa che aveva l’appalto sia per le pulizie che per la raccolta dell’olio e della carta! (n.d.r. non in continuazione ma alcune volte durante la settimana… la pulizia, ultimamente, spettava agli operai durante il turno di lavoro)!
Ricorda che c’era una fotocellula che avrebbe dovuto rilevare la carta strappata… (n.d.r.: ma che non funzionava in quanto su una staffa storta e che bloccava la linea in continuazione – segnalazione di tale anomalia era stata eseguita, ma, dato il pezzo mancante, si era risolto il problema con un catarinfrangente provvisorio che veniva messo e tolto durante la lavorazione).
Motivo di scintille è la frizione tra il coil e la carenatura metallica della linea, ma gli operai dovevano controllare!
La linea 5 è a vista e quindi spettava agli operai tener d’occhio la centratura nella zona incriminata, avrebbero dovuto agire spostando il centratore manualmente. Ricorda che l’ispezione sulla 5 era facile in quanto tutta a livello ”zero”.
Ricorda che tutti gli studi fatti dal 1997 al 2005 il carico incendio è sempre sato di 10/11 Kglegna, ribadisce quindi che c’era pericolo ma NON rischio!
Affronta poi il problema del certificato Anti Incendio che i Vigili del Fuoco devono rilasciare per legge… e qui la faccenda ha dello stupefacente…
Prima di tutto dà nuovamente la colpa a Salerno dicendo che avrebbe dovuto occuparsi meglio della faccenda.
Il gestore dello stabilimento deve redigere un programma di gestione sicurezza e deve adottare un piano di emergenza sia interno che esterno (n.d.r.: ricordiamo che l’incaricato prendeva spunti da una ”rivista specializzata in materia”!)
Per una azienda non a ”rischio” incendio era sufficiente la redazione e il rispetto di questo programma per avere il certificato dal VVFF; per una azienda ad alto rischio era necessario un organo collegiale che oltre a produrre questo materiale doveva effettuare una valutazione più ampia e rigorosa con organi preposti del comune e dei VVFF. Va avanti a parlare di normative ma il succo del discorso è che dal 1997 al 2003 non si è fatto altro che scrivere programmi sempre più dettagliati, in versioni sempre più aggiornate … ma evidentemente, invece di attuarli si limitavano allo scriverli in quanto il certificato i VVFF non lo avevano ancora rilasciato!
Ricorda che anche dai controlli effettuati dall’ARPA non sono mai emerse anomalie ( n.d.r. chissà come mai?)
Il dicembre del 2004, finalmente, la Dott.ssa Milena Orso Giacone, (ARPA?) realizza che, dati gli acidi trattati dall’azienda – la Thyssen diventa a ”rischio”! In base a quest’ultimo, l’iter da seguire per ottenere la certificazione VVFF non è solo l’obbligo di notifica del programma, MA anche quello di gestione della sicurezza.
Salerno pare non faccia nulla per adempiere a questa norma. Ecco quindi che gli viene contestato l’illecito penalmente rilevante.
Tornando all’azienda, Audisio sostiene che la pratica per ottenere la certificazione dei VVFF non è stata sottovalutata dall’azienda ma interrotta per la variazione della normativa stessa! (n.d.r. dal 1997 inizio pratica … alla ”scoperta degli acidi da parte della Orso Giacone 2004 sono passati 7 anni! Mi domando se un parrucchiere potrebbe permetterselo tutto ‘sto tempo…)
Parla ancora ribadendo sempre le stesse cose da mille angolazioni diverse e alla fine conclude che, ammesso e non concesso che il certificato fosse stato rilasciato cosa sarebbe cambiato? Nulla! Quindi che problema c’è? Ovviamente da principe del foro qual’è non usa queste parole, ma il ”succo” è questo!
Tornando allo stabilimento a ”rischio” in quanto lavorazioni con acido cloridrico… si domanda se sarebbe stato opportuno installare un sistema di rilevazione/spegnimento incendio… (n.d.r avrei voluto gridare SIIIIII) e conclude dicendo che sarebbe stato inutile! (n.d.r.: sigh…) Che si è preferito invece analizzare ogni pezzetto della linea ed agire in modo tale da evitarlo! (n.d.r.: sorride trionfale… mi chiedo perchè visto che sono morti in 7? Bell’analisi han fatto!)
Ribadisce che non c’era motivo di avere materiale infiammabile attorno… (n.d.r.: ma c’era…) ”Pianta nuovamente il ”tarlo” del … se c’era materiale infiammabile in giro… la colpa è di chi non lo ha tolto… visto che gli operai preposti a tale compito non c’erano più – sempre per via dell’ottimizzazione – ma c’era una ditta appaltatrice che faceva le pulizie a cadenza regolare, ma non giornalmente … sta praticamente dicendo che gli operai non facevano le pulizie durante il turno di lavoro…)
Parla del piano di intervento in caso di incendio, e dice che il personale:
1. Se è ”formato” cioè se ha frequentato un corso interviene
2. Se l’incendio è di palese gravità chiama la squadra di emergenza che chiama a sua volta il responsabile ”emergenza”
3. Il Responsabile chiama la squadra ”manutentori”
4. La squadra accorre sul posto, allontana le persone e le mette in sicurezza, fa staccare la corrente e mette in sicurezza l’impianto
5. si organizza per spegnere il fuoco
6. se non ne è in grado chiama i Vigili del Fuoco.
7. Se si fosse agito in questo modo si sarebbe evitata la tragedia!
Quindi? cosa vuol dire? Chi c’era in quel momento? Ci lascia sospesi in questo modo e chiede una pausa, sono le 13.10 siamo tutti stanchi e depressi!
la mamma di Santino esce dicendo: ”sta a vedere che si sono dati fuoco da soli”!”
– – – – –
vado a prendere un caffè alla ‘machinetta’ costa 35 cent ma non dà il resto, ho 50 cent… pazienza! Faccio un paio di telefonate e infilo 1.50 per prendere un panino… la macchina ingoia 1,50 e non mi restituisce NULLA! La guardo con schifo e mi deprimo ancora un pò di più…. torno in aula e dò un’occhiata al Fatto Quotidiano.
– – – – – –
Ore 14.45 Audisio riprende la difesa scusandosi con l’eccellentissima Corte per l’attenzione che ha riposto nella analisi della valutazione dei fatti.
Sostiene che tutto quel che è stato valutato sia da organismi interni che esterni è sempre stato considerato in modo positivo e che solo dopo l’incidente sono state mosse delle critiche!
Dice che i PM sostengono che avrebbero ritenuta corretta la valutazione dei rischi effettuata dall’azienda SE la situazione fosse stata ottimale, cosa che NON era.
La difesa sostiene invece che tutto era corretto e tutto procedeva nella norma… anzi essendo ridotta la produzione c’erano ancora meno rischi! Quindi Estenham aveva adempiuto perfettamente al proprio compito!
Ribadisce che nessuno aveva detto di mettere l’impianto di rilevazione/spegnimento incendio automatico quindi? Cosa imputare a ‘sti poveretti? Nemmeno quando Estenham è venuto a Torino in visita l’ultima volta non gli è stato detto che le cose non andavano proprio a ”gonfie vele”.
Nemmeno il Pignalosa, che invece di avventarsi contro Estenhan e dirgli che c’erano problemi … gli ha invece chiesto le ”magliette con il logo”! (n.d.r. : Che depressione che mi viene! Io ho lavorato come segretaria/assistente in Fiat Capogruppo e mi capitava di vedere l’ avvocato Agnelli; anche io avevo qualche ”problemino” in ufficio ma, onestamente, MAI mi sarei osata andar da lui e dirgli guardi che le prese di corrente in ufficio NON sono mica a norma! Oppure che avevo un groviglio di fili elettrici sotto la scrivania! Grrr).
Continua dicendo che Estenhan ha fatto il suo dovere di controllo, che ha delegato un responsabile e che era assolutamente tranquillo… insomma non ha violato proprio nulla!
Sono le 15.30 l’udienza viene riaggiornata a venerdì 25 febbraio!

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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