sullo sciopero del 12 dicembre (da proletari comunisti)

Lo sciopero del 12 dicembre non è lo sciopero generale di cui i lavoratori e le masse popolari hanno bisogno, perchè esso deve essere chiaro nella piattaforma di classe e di massa, fatto per paralizzare effettivamente il Paese e contribuire alla caduta del governo antioperaio, antipopolare, reazionario e repressivo di Renzi.
La convocazione unitaria Cgil-Uil è peggiore della convocazione della sola CGIL, perchè fatta con la Uil, sindacato esplicitamente legato ai padroni, viene annacquato e reso conciliante con il governo Renzi; per questo è giusto e sacrosanto che i sindacati di base e di classe non vi aderiscano, purchè lo spieghino bene ai lavoratori e propongano un altro percorso unitario di lotta reale in grado di marciare verso gli obiettivi.
La posizione autoreferenziale della USB in primis e i limiti politici organizzativi degli altri rende difficile questa strada, che però allo stato dei fatti è obbligata.
Naturalmente il 12 dicembre invece bisogna partecipare alle manifestazioni realmente di massa di operai, precari e disoccupati perchè le masse non vanno regalate al controllo delle burocrazie sindacali e per indicare la strada della rottura e protesta contro le stesse direzioni sindacali e la costruzione di un vero sciopero generale, che blocchi fabbriche, posti di lavoro, strade, città: una vera rivolta sociale per la caduta del governo Renzi.

proletari comunisti – PCm Italia
26 novembre 2014.

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genova, martedì 25 novembre: un partecipato presidio di lotta per la casa

Sono le 17:00 di martedì venticinque novembre, quando a Genova – in concomitanza con la fine dello sciopero di quattro ore dei lavoratori dell’Azienda Mobilità e Trasporti – si tiene, in piazza Raffaele De Ferrari, un presidio del Movimento di Lotta per la Casa contro l’annunciato, da parte del Comune, piano sgomberi senza preavviso.
I partecipanti, nonostante il tempo non sia dei migliori, sono un centinaio, appartenenti all’area anarchica e a quella dell’autonomia: sono armati di fumogeni, ne accenderanno alcuni nel corso della protesta, due striscioni – “Dal 30 novembre fatti 2 conti. 80 famiglie sotto i ponti. Blocchiamo il piano degli sgomberi” e “Alluvionati, licenziati, sgomberati. Stessa solidarietà, stessa lotta. Movimento per la Casa Genova” – ed un volantino sul quale sono espresse le ragioni dell’iniziativa.
All’interno dello scritto vengono evidenziati quattro punti fondamentali: qui di seguito un breve sunto delle posizioni dei contestatori.
1. Opposizione al così detto “social housing”, considerato un meccanismo subdolo per sostenere le rendite di proprietari e costruttori;
2. Contrasto della svendita di case pubbliche – con la forma dei mutui agevolati – alle banche, in luogo di ristrutturare ed ammodernare gli alloggi;
3. Lotta contro l’articolo cinque della legge voluta da Angelino Al Fano, in forza della quale vengono dichiarati illegali gli allacciamenti alle utenze da parte delle case occupate, e viene cancellata la residenza anagrafica a chi le abita;
4. Rifiuto della regalia di Euro 25.000.000,00 ai palazzinari, e furbetti vari, in occasione dell’Expo 2015 di Milano.

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sabato 29 novembre, ore 9.00-14.00, firenze. convegno su “la repressione aziendale nei luoghi di lavoro” (da comitato comunista ‘fosco dinucci’ firenze)

FIRENZE Salone DLF via ALAMANNI, 1
organizzano CUB – CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE, CONFEDERAZIONE COBAS, SLAI COBAS, USI-AIT TOSCANA, IL SINDACATO È UN ALTRA COSA-OPPOSIZIONE CGIL TOSCANA
Assieme per una via unitaria e strategie comuni per la difesa e la tutela dei nostri diritti, della nostra dignità, del nostro futuro
INTERVERANNO:
Lavoratori e lavoratrici dei trasporti, della sanità; dell’industria, della scuola, degli appalti; lavoratori colpiti o licenziati per attività sindacale.
In tempi in cui ormai il lavoro è considerato un privilegio anziché un diritto-dovere come stabilito dalla nostra Costituzione (art.4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro…”), i padroni pretendono flessibilità e sottomissione oltre quanto già vergognosamente previsto dai contratti e dalle leggi Italiane; soggiogando lavoratori/trici e attivisti tramite provvedimenti disciplinari ed il ricatto del posto di lavoro.
Norme contrattuali che danno alle aziende il via libera per sanzionare o licenziare i lavoratori che non si piegano alle vessazioni e ai soprusi sono ormai una realtà, aggravata da leggi che indeboliscono tutele e garanzie a partire dalla riforma dell’Articolo 18 e dalle riforme di Job Act volute dal Governo Renzi, che completano il percorso iniziato con la legge Fornero.
Quello di Renzi è un percorso che, se non ostacolato, cancellerà ogni diritto ed ogni legittima aspettativa di lavoratori, precari e disoccupati.
Discutiamone attraverso testimonianze dirette, condividiamo le situazioni di lotta e sviluppiamo la solidarietà in favore dei lavoratori colpiti da ogni forma di rappresaglia padronale.
INSIEME, RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO FUTURO!

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venerdì 28 novembre: assemblea pubblica a campomorone (ge) (da notavterzovalico)

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sentenza eternit. manifesto nazionale della rete nazionale della sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio. riempiamo i muri del nostro odio e della nostra indicazione! richiedere a bastamortesullavoro@gmail.com

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sempre più insofferente

Finalmente i dirigenti sedicenti democratici liguri si sono decisi a spostare le elezioni primarie: all’undici gennaio; è necessitato un dissesto idrogeologico di proporzioni apocalittiche, ma infine i renziani hanno ceduto.
Sì, perché i seguaci di Don Matteo Renzi hanno sempre voluto svolgerle nella data inizialmente fissata, domenica quattordici dicembre, anche dopo la prima disastrosa ondata di maltempo di inizio ottobre; il motivo è molto semplice: sanno bene che, ogni giorno che passa, l’assessore alla Protezione civile – l’esponente spezzina, della loro corrente, Raffaella Paita – perde consensi, a favore di Sergio Kofferati, il suo avversario principale.
Certo è che la ‘signorina’ non sembra avere molta fortuna; proprio ora che sta per diventare presidente della Regione – perché è chiaro che, chiunque rappresenterà la destra moderata alla contesa della prossima primavera, avrà gioco facile nel vincerla – il territorio si sbriciola come se fosse un pandolce (il tipico dolce ligure che, a differenza del panettone, tende a frantumarsi in tanti piccoli pezzettini).
Siccome tutto si può dire della Paita meno che sia una sprovveduta, è chiaro che se ne rende conto perfettamente: non a caso diventa ogni giorno sempre più insofferente; prima accusa il suo avversario di non essere legato al territorio, poi – ai Magistrati che le chiedono conto del mancato all’erta nei giorni dell’alluvione – risponde che non era suo compito bensì dei tecnici, come se il responsabile politico della questione se ne potesse lavare le mani.
A questo punto immagino che il Giovane Vecchio Democristiano prenderà la prima vera facciata della sua già troppo lunga carriera: non si può che esserne felici, soprattutto per la sopravvivenza di una parvenza di democrazia in Italia.

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urne vuote e piazze piene: renzi attento di nuovo fischia il vento! (da proletari comunisti)

Le elezioni regionali – insignificanti e inutili in generale – passando da un burocrate PD a un altro burocrate PD, in Emilia Romagna, e da un Presidente corrotto e colluso a un altro aspirante Presidente corrotto e colluso, in Calabria, hanno però visto una nuova crescita spettacolare dell’astensionismo: con un misero 37,5 per cento di elettori in Emilia romagna e un 44,5 in Calabria.
Quindi sempre più chi vota è in minoranza, chi non vota è maggioranza: ma chi vota prende tutto e continua a fare il suo interesse, insieme a quello dei padroni e del sistema del capitale.
E’ la democrazia borghese, bellezza, venata di tinte moderno fasciste.
Niente di nuovo, quindi, se non la necessità che l’astensionismo si trasformi in qualcosa di più: perchè esso non basta e anch’esso viene a noia, se non produce niente.
Due dati vanno segnati.
1 – Renzi nella politica interna ha molto insistito che lui vede piazze vuote e urne piene: ma non è così, è una fandonia di regime diffusa da lui, la sua corte, e i mass media compiacenti.
Recentemente sta avvenendo invece proprio il contrario: mentre le urne si svuotano, le piazze si riempiono… bene così!
2 – La Lega cresce: si ma molto meno di quanto vogliono far credere; Salvini cerca di incassare il voto, dimenticando che tutta la destra – Forza Italia, ecc. – aveva già votato prima, scegliendo un leghista come candidato, ma le percentuali della destra con leghista capolista sono in caduta libera lo stesso.
TV e mass media stanno facendo di tutto – in particolare Santoro, Piazza Pulita, ecc. – per tirare la volata e procacciare voti alla LEGA: ma i risultati almeno per ora sono scarsi.
Infine Grillo: i suoi elettori, che sono in maggioranza di destra come lui, lo lasciano e vanno alla destra ufficiale, leghisti compresi, come ha ben spiegato un loro guru in un articolo che abbiamo già commentato.
Bene così: per la chiarezza anche questo.
Senza note l’1% ddella lista Tsipras, patetica accozzaglia della falsa sinistra morente;
per fortuna la sinistra è altra – e non alludiamo ai nuovi aspiranti Tsipras di Ross@ – ma certo non basta la lotta: serve il Partito della classe e della rivoluzione, incubato ma ancora inespresso.

proletari comunisti – PCm Italia
24 novembre 2014

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