genova, mercoledì 23 luglio: nuovo presidio per la palestina

Mercoledì ventitre luglio – a partire dalle ore 18:00, in piazza Raffaele De Ferrari, a Genova – si tiene, ad una settimana esatta da quello precedente, un secondo presidio per la Palestina, e contro la criminale politica di aggressione dell’entità sionista.
Il cielo è plumbeo e, pochi minuti dopo l’inizio della manifestazione, inizia a piovere: dapprima lentamente, ma dopo circa venti minuti in maniera insistente, tanto da convincere buona parte dei presenti a ripararsi sotto i portici della piazza, ed all’interno del palazzo Ducale; questo rende estremamente difficile la quantificazione dei presenti.
Chi scrive pensa possa trattarsi di circa lo stesso numero di coloro che formavano l’assembramento del mercoledì precedente, ma non si possono non notare alcune differenze; la quantità di palestinesi appare assai esigua, mentre la composizione delle formazioni politiche solidali presenti è diversa.
Come nella precedente occasione sono presenti: Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Anticapitalista, Controcorrente-per una sinistra dei lavoratori, Partito Comunista, e Proletari Comunisti.
In aggiunta ad essi compaiono: Federazione dei Comunisti Anarchici, Casa della Pace, Socialismo Rivoluzionario, e collettivo City Strike Workers.
Le uniche bandiere presenti, oltre a quelle dello Stato palestinese, sono quelle dei comunisti anarchici e dei ferrandiani: gli altri falsi sinistri si guardano bene dal farsi vedere apertamente in contrasto con l’entità sionista.
Un’altra plateale differenza è data dal fatto che, in luogo delle decine di striscioni di sette giorni prima, è presente un solo grande drappo, sostenuto da due aste, con la scritta: “A fianco del popolo palestinese che resiste. Boicotta israele”; inoltre, proprio sotto il suddetto striscione, ci sono alcuni tamburini che rallegrano l’atmosfera.
Un’amara considerazione finale: passata appena una settimana, sembra che l’attenzione sulle vicende che coinvolgono il Mashrek sia già purtroppo in parte scemata.

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il sonno della ragione genera mostri, il risveglio spettri… (da proletari comunisti)

“Il sonno della ragione genera mostri”
E nei palazzi del potere, dove si decide il destino dei popoli, questi mostri hanno molte facce, ma parlano un’unica lingua, quella della menzogna, della negazione della verità, della mistificazione della storia, dell’ipocrisia di un sistema economico, politico e sociale che di umano non ha nulla, tanto meno la ragione e la memoria.
Il sistema capitalistico, nei suoi fronti di guerra aperta al proletariato resistente, svela tutto il suo cinismo nei confronti della vita umana. Parla con le parole di disprezzo e di odio razziale di una parlamentare israeliana o di quelle di un “insigne” professore israeliano, che incitano agli stupri di massa, allo sterminio di tutte le donne e i bambini palestinesi per dare il via alla soluzione finale: il genocidio di un popolo.
Questo sistema giustifica la pulizia etnica in Palestina con il famigerato diritto di difesa di Israele, con il negazionismo della Nakba, con la complicità politica, economica e militare degli USA e dei governi europei.
Questo sistema in Italia, parla con l’ipocrisia, la menzogna e il negazionismo delle sue massime istituzioni, con la violenza e il razzismo delle sue leggi, con il cinismo della sua industria bellica e degli enormi interessi economici nel medio oriente.
Quando nel suo discorso alla cerimonia del Ventaglio Napolitano afferma: “Spontaneo e profondo è l’orrore che suscitano in ogni persona sensibile notizie e immagini come quelle delle stragi di disperati, adulti, donne, bambini, nei nostri mari”, offende la memoria di quei morti e la nostra. E’ stato lui il precursore dei CIE nel 1998!
Quando parla delle stragi “di tanti incolpevoli e inermi uccisi nei bombardamenti su Gaza in una spirale di uso indiscriminato della forza di cui è innegabilmente parte il fittissimo lancio di missili su Israele”, Napolitano usa macchinosamente e in maniera insidiosa il linguaggio, come se i 620 morti palestinesi sinora causati dall’operazione “Protective Edge” fossero dovuti al lancio di missili su Israele, negando la verità sulla responsabilità di questi crimini, la memoria della Nakba e il diritto alla resistenza del popolo palestinese.
Ma negando il diritto alla resistenza del popolo palestinese, nega anche il diritto alla resistenza di quello italiano e conclude con un avvertimento che sa di beffa: “rivolgo un pacato e fermo appello a superare un’estremizzazione dei contrasti […] nella legittima espressione del dissenso. E per serietà e senso della misura nei messaggi che dal Parlamento si proiettano verso i cittadini, non si agitino spettri di insidie e macchinazioni autoritarie”
Il “senso della misura” di Napolitano è quello che emerge anche dal suo discorso, esso sì macchinoso e pieno di insidie.
Per quanto riguarda gli “spettri”, mi piace concludere con quello di Marx, sempre più attuale e necessario:
«Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. [...] È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso.»

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milano: sgomberato il centro sociale zam (da contropiano)

La stagione estiva ha chiarito che il governo – e giù per i rami amministrativi, fino all’ultima circoscrizione – ha una linea precisa nei confronti delle occupazioni, abitative e non: lo gombero.
Stamattina (mercoledì ventitre luglio, n.d.r.) è stata la volta del centro sociale Zam di Milano.
Intorno alle 8, gli agenti della digos si sono presentati in via Santa Croce, zona Navigli, a Milano, per eseguire l’ordine arrivato dall’alto. LA notizia è corsa immediatamente tra i frequentatori e gli attivisti, che si sono radunati davanti all’ingresso dello Zam, già bloccato dalla polizia. Mentre all’interno si trovavano ancora alcuni compagni che vi avevano trascorso la notte.
La resistenza passiva è durata parecchi minuti, fin quando la polizia non ha effettuato alcune cariche assolutamente immotivate.
La ragione dello sgombero è fintamente “tecnica”: mettere in sicurezza lo stabile, dichiarato inagibile. Si era inizialmente pensato che l’iniziativa dello sgombero fosse stata presa dal Comune di Milano, e lo striscione fuori dal cancelli era centrato su questa convinzione (“forza gentile della giunta arancione, tavoli finti e sgomberi a ripetizione”). Ma è arrivata subito dopo la smentita via Twitter: “Sgombero non richiesto da Comune, ma ordinato dal PM per motivi di sicurezza (immobile sotto sequestro giudiziario)”.
Il Collettivo Zam ha convocato un presidio permanente davanti all’edificio e alle 18.30 ci sarà una mobilitazione.

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per la prima volta nella sua inutile vita

“Per una volta nella sua vita Fede ha detto la verità”: questo è il contenuto del corsivo della Jena – al secolo Riccardo Barenghi – uscito sulla Stampa di mercoledì ventitre luglio.
L’ex direttore del telegiornale più fazioso del mondo – vero insulto al giornalismo italiano – in una telefonata con tale Gaetano Ferri (suo allenatore personale: ma cosa se ne faceva?) del luglio 2012, si lascia andare a una confidenza: “La storia di S.? Soldi e mafia”.
L’interessato, ovviamente, smentisce: è difficile però credere che la carriera del Delinquente di Arcore non sia legata proprio ai due parametri sopra riportati.
Per quanto concerne i soldi, basta ricordare che il progetto forzitaliota nasce nel 1993 con i soldi regalatigli da Benedetto Bettino Craxi, al momento della sua fuga in Tunisia, ad Hammamet, per evitare la giusta e meritatissima galera.
Il Grande Ladrone diede tutti i fondi rubati agli italiani al suo amico piduista perché li usasse in chiave anticomunista: il Criminale Lombardo li fece fruttare bene, tanto che nessuno che si dice ‘comunista’ siede più nel Parlamento borghese nazionale dal 2008.
Per quanto invece attiene ai rapporti con la mafia, la storia parla da sé: lo stalliere della villa di Arcore, Vittorio Mangano, Marcello Dell’Utri, Amedeo Matacena, Vincenzo Caridi, e tanti altri suoi tirapiedi, sono – o sono stati – parte della criminalità organizzata.
Infine, forse è utile ricordare la discesa in Sicilia – in occasione delle elezioni legislative del 1994 – del Malvivente Milanese; in quell’occasione Al Pappone cercò i voti dei capi delle cosche locali, ed infatti il risultato fu strabiliante: i forzitalioti si accaparrarono tutti e sessantuno i collegi.

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réportage dai cantieri della val verde (da notavterzovalico)

MAGLIETTO – da alcune settimane dalle 7 di mattina alle 8 di sera le ruspe stanno preparando il terreno per il campo base. La collina è stata completamente ribaltata. Lo scempio, ti fa venire un nodo allo stomaco, ed è ben visibile anche dalla strada provinciale che porta a Isoverde.
Il cantiere, se non per un breve tratto sul campo sportivo, è privo di reti compreso il lato che da direttamente sulla strada della Montagnola, in palese violazione ad ogni norma basilare sui cantieri. Il Sindaco evidentemente quando torna a casa la sera guarda dall’altro lato. Giancarlo Campora, ora Assessora al Terzo Valico, non pervenuto, la vigilanza sui cantieri è rimasta intrappolata tra gli opuscoli della campagna elettorale.
CRAVASCO – ormai l’imbocco della galleria è chiaramente visibile. Si lavora a ritmi alti. A volte fino a notte fonda. Sono molti i mezzi pesanti che arrivano in cantiere. Durante le fasi di “gettata” c’è un via vai continuo di betoniere. Mezzi pesanti passano a qualsiasi ora del giorno e occasionalmente anche della notte. In certi momenti da Isoverde, e quindi da Campomorone, i passaggi superano abbondantemente la decina all’ora. I 10-15 passaggi massimi al giorno, assicurati dall’Amministrazione Comunale, gia’ in questa fase iniziale, si sono rivelati una idiozia. E non vengano a raccontarci che i 10-15 erano solo i camion dello smarino, perché se tutti gli altri sono 10 volte tanti, e non erano presi in considerazione, l’idiozia è doppia.
Da mesi ormai una trivella, sta eseguendo un carotaggio orizzontale, nei pressi dell’imbocco della Galleria Cravasco. Nei giorni scorsi il carotaggio ha intercettato una fonte che è stata irrimediabilmente deviata. La sorgente è stata prosciugata e l’acqua ora esce dal foro del carotaggio. Si potrà risarcire il danno agli utilizzatori, ma nulla potrà riportare le cose com’erano, quel piccolo equilibrio è stato rotto definitivamente. Questo è accaduto con un carotaggio di 10 cm di diametro, cosa succedera’ con lo scavo della galleria??…. Giancarlo Campora affermava (ci son i volantini! verba volant scripta manent) che in nessun caso i lavori dovranno avere interazione con le falde, la storia l’ha smentito ancora prima dell’inizio dello scavo della galleria. NON SIAMO CONTENTI DI AVER AVUTO UN’ ALTRA VOLTA RAGIONE.
La verità è che nessuno puo’ prevedere esattamente cosa succederà, ma il rischio che l’assetto idrogeologico della zona sia sconvolto è altissimo.
NEI PROSSIMI GIORNI CONTINUEREMO E INTENSIFICHEREMO LE VISITE PER CAPIRE COSA SUCCEDE NEI CANTIERI.
SOPRATTUTTO PER CHI ABITA IN ZONA E VUOLE DEDICARE QUALCHE ORA CI CONTATTI.
TO BE CONTINUED…

Gruppo Valverde NoTav

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verso sabato 26 luglio: giornata di mobilitazione nazionale al fianco del popolo palestinese. milano 23 luglio contro le mistificazioni dei mass media (da proletari comunisti)

MERCOLEDI 23 ORE 18,00 PRESIDIO davanti la sede RAI C.so Sempione Milano
In preparazione della giornata di mobilitazione nazionale di sabato 26 luglio con cortei in molte città in solidarietà al popolo Palestinese contro l’aggressione sionista.
A fianco del popolo palestinese che Resiste per denunciare le complicità dei media: MERCOLEDI 23 ORE 18,00 PRESIDIO davanti la sede RAI C.so Sempione Milano.
Per leggere l’appello che verrà consegnato e letto vai sul seguente link

http://www.palestinarossa.it/sites/default/files/COMUNICATO%20PRESIDIO%20RAI.pdf

Per leggere l’ appello per una giornata di mobilitazione nazionale contro l’aggressione militare e l’assedio di Gaza

http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/story/appello-una-giornata-di-mobilitazione-nazionale-contro-laggressione-militare-e-lassedi

CONTRO L’AGGRESSIONE MILITARE SIONISTA AL FIANCO DELLA RESISTENZA PALESTINESE
I massacri israeliani hanno tanti complici. I governi europei e gli Stati Uniti per primi.
Ma la responsabilità dei media è tanto più grave quanto criminale. La continua campagna a sostegno dei sionisti giustificando le ormai centinaia di uccisioni di palestinesi con un famigerato diritti di difesa di Israele rappresenta la complicità per ogni singola morte a Gaza.
Israele è uno stato fascista, razzista e teocratico con l’unico scopo di annientare la Palestina. Lo fa dal 47 con un progetto nato in Europa nel 1897 durante il primo congresso del Sionismo. Per questo i palestinesi hanno diritto di difendersi e la solidarietà con la Palestina ha il dovere di sostenere la loro lotta.
Mercoledì 23 luglio 2014 – ore 18.00 – c.so Sempione 27, Milano – davanti la sede della RAI
Con la resistenza palestinese fino alla vittoria!

Fronte Palestina – Milano

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chiude il comitato verità e giustizia per genova

Domenica venti luglio è stato il tredicesimo anniversario dell’omicidio di Carlo Giuliani, il giovane ammazzato da un colpo di pistola – partito da una camionetta dei carabinieri – durante gli scontri che accompagnarono lo svolgimento della riunione del G8 a Genova.
La sera di questa triste ricorrenza, dopo aver dato luogo alla ormai solita commemorazione in piazza Alimonda, il consigliere comunale indipendente della Federazione della Sinistra – presidente della sua componente Forum Ambientalista, e soprattutto da sempre vicino ai movimenti quale il Forum Sociale Mondiale – Antonio Bruno ha annunciato lo scioglimento del Comitato verità e giustizia.
Questo a causa principalmente di due fattori: “i processi sono finiti, e c’è la sensazione di sconfitta e di isolamento politico” in chi ha sostenuto battaglie come l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti, e l’istituzione dell’obbligo di identificabilità delle forze repressive dello Stato borghese presenti sui ‘campi di battaglia’.
Della decisione dell’organismo in questione posso solo prendere atto; ciò non toglie che vorrei sapere perché a nessuno è mai venuto in mente di porre in stato d’accusa, come mandante – e comandante sul campo, visto che in quei giorni era a Genova – delle violenze perpetrate dalle ‘forze dell’ordine’, l’allora ministro degli Affari interni, il fascista Gianfranco Fini.
Tanto più che ora non è più coperto dall’impunità parlamentare, e quindi può essere arrestato e processato senza dover chiedere l’autorizzazione a nessuno.

[Errata corrige: come mi fa notare il compagno Alberto Soave, il fascista Fini all'epoca era vicepresidente del Consiglio dei ministri. Domando scusa ai lettori (P.T.)]

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