la carica dei 101 no tav-terzo valico in prima fila (da notavterzovalico)

Ieri sera a Pozzolo Formigaro, su iniziativa del comitato locale, è stata scritta una nuova pagina di resistenza alla costruzione del Terzo Valico. Centouno No Tav – Terzo Valico sono diventati proprietari di un terreno interessato dalla costruzione della grande opera. Centouno proprietari che avranno tutto il diritto di essere convocati nel momento in cui il terreno dovesse essere espropriato, centouno proprietari che avranno il diritto di assistere in primissima fila a una nuova pagina di resistenza del movimento agli espropri e all’apertura dei cantieri del Terzo Valico.
In un clima festoso, ieri sera è andato in scena l’atto con cui un contadino ha venduto la nuda proprietà del terreno ai 101 No Tav, atto che è durato circa due ore vista la complessità dell’operazione.
Il terreno continuerà ad essere coltivato, perchè la terra è fatta per questo, non per essere attraversata da chilometri di strada ferrata del tutto inutili alle comunità locali e nocivi per la salute.
L’iniziativa è stata liberamente ispirata a quanto è avvenuto più volte in Valsusa ad opera del Movimento No Tav con l’iniziativa denominata “Compra un posto in prima fila”.
Ancora una volta dalla valle alpina piemontese arriva un’indicazione utile per la lotta contro la costruzione del Terzo Valico.
Ancora una volta è stata scritta collettivamente dalla carica dei 101 No Tav – Terzo Valico una nuova pagina di resistenza alla costruzione della grande opera inutile.

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norme costituzionali

Due autorevoli senatori del Partito (sedicente) Democratico – la ex diessina, presidente della commissione Affari Costituzionali, Anna Finocchiaro, ed il capogruppo democristiano Luigi Zanda – presentano, lunedì venti maggio, un ddl che prevede la possibilità di presentarsi alle elezioni soltanto per quei soggetti politici che possiedono personalità giuridica e relativo statuto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Secondo i promotori si tratterebbe di dare piena attuazione all’articolo quarantanove della Costituzione, ma non è così in quanto la norma in questione recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Stando così le cose è evidente che, se passasse il provvedimento proposto, tutti quei soggetti politici che sono inquadrati come movimenti sarebbero esclusi dalle competizioni elettorali; oltre al Movimento Cinque Stelle, sarebbero colpite forze quali: Lega Nord, Popolo della Libertà, Fratelli d’Italia, e tanti altri che si sono sempre vantati di non essere affatto dei partiti, ma soltanto dei movimenti.
Sarebbe meglio, se realmente si vogliono attuare i dettami costituzionali, cominciare con il dare corso a quanto stabilito dalla dodicesima norma finale, nella quale – al primo comma – è scritto: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”; in Italia, disgraziatamente, ne abbiamo parecchi (se qualcuno desidera averne un elenco può richiedermelo, sarò ben lieto di accontentarlo), ed è l’ora di metterli tutti definitivamente fuori legge.

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venerdì 24 maggio, ore 21:00, a carrosio (al) presso il piper bar (ex bar nuovo): contro il terzo valico (da noterzovalico val lemme)

Dopo la grande e partecipata assemblea pubblica del 12 aprile scorso al Circolo parrocchiale di Gavi, il Comitato contro il Terzo Valico della Vallemme organizza un nuovo incontro coi cittadini per illustrare loro tutte le conseguenze che l’opera porterebbe sulla nostra vita e sul nostro territorio: barriere antirumore alte 3m, camion, smarino, amianto, …
A causa del Terzo Valico le nostre giornate cambierebbero drasticamente. I cittadini devono sapere, devono essere informati, quindi partecipate numerosi a questa nuova occasione di incontro tra il Comitato e la popolazione!

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piaccia o meno

Il segretario del Partito (sedicente) Democratico è Guglielmo Epifani, un personaggio sedicente socialista – ma anche Benedetto Bettino Craxi, così come prima di lui per un lungo periodo il Puzzone, affermava di esserlo – che proviene dalle file dell’estrema destra della Confederazione Generale Italiana del Lavoro.
Questa brutta figura, dopo aver contribuito fortemente alla svendita dei diritti dei lavoratori, ora sta utilizzando tutte le sue forze per demolire definitivamente quanto ancora resta della seppur blandissima ‘sinistra’ borghese.
Sabato diciotto maggio, a Roma, si è svolta una manifestazione nazionale indetta dalla Federazione Impiegati Operai Metallurgici, il sindacato dei metalmeccanici federato alla Cgil: il ‘signor’ Epifani ha pensato bene di non far aderire il suo soggetto politico perché, come ha successivamente spiegato alla stampa borghese, “non mi piace che, come nel caso di Prodi, ci siano ministri che vanno in piazza contro il proprio Governo”.
La stoccata doveva essere rivolta contro Sinistra Ecologia e Libertà – che invece in piazza c’era, eccome – ma se è così l’indegno burocrate ha sbagliato indirizzo: la formazione guidata da Nichi (s)Vendola non è al Governo, e neppure sostiene dall’esterno l’indecente inciucio.
Nonostante quanto afferma l’Epifani, non esistono due ‘sinistre’ borghesi: il Partito (sedicente) Democratico non è mai stato neppure lontano parente di una formazione che si richiamasse, anche solo vagamente, a questi valori.

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licenziato il pr solvay per il boomergang pubblicitario della stralessandria (da medicina democratica alessandria)

Giungono, direttamente dal quartier generale di Bruxelles riunitosi d’urgenza, le voci del licenziamento di Fabio Novelli da PR Public Relations della multinazionale, dopo che la popolazione ha contestato Solvay – sotto processo per inquinamento – quale indigeribile sponsor della corsa podistica con 5.000 partecipanti. La costosissima sponsorizzazione si è rivelata un flop mediatico, una pubblicità negativa per l’azienda belga. I sindacati non impugneranno il licenziamento. Le maestranze pronte allo sciopero. Nessuna smentita all’assunzione di Novelli al Comune di Alessandria.

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sulla manifestazione di roma della fiom (da proletari comunisti)

Una prima informazione sulla manifestazione di Roma da un compagno di Proletari comunisti.
Una manifestazione complessivamente moscia, con numeri inferiori ad altre precedenti della Fiom. Gli organizzatori parlano di 50mila ma i numeri reali sono inferiori.
E’ stata una manifestazione classicamente Fiom con molto spirito di organizzazione e autocelebrativa, intorno alla considerazione di sé stessi come unica forza di opposizione. Sarà anche vero ma occorre vedere di che opposizione si tratta.
La partecipazione è stata quindi prevalentemente di iscritti e la delegazione più ampia è stata ancora una volta quella emiliana. Presenti diversi spezzoni di immigrati che in diverse fabbriche costituiscono ormai una componente importante della classe operaia, che può molto contribuire a smuovere le acque ed elevare la coscienza di classe.
Presenti naturalmente gruppi operai delle grandi fabbriche: Mirafiori, Pomigliano, Ilva Taranto, e delegazioni consistenti dalle fabbriche che hanno vertenze in corso, che animavano le parti più vivaci del corteo.
Le denunce dalle fabbriche e la volontà di lotta dalle fabbriche in sofferenza sono comunque state la parte migliore del corteo. Ma le parole d’ordine che hanno sostenuto anche queste fabbriche sono sembrate nello stesso tempo eccessivamente difensive o inadeguate – ad esempio i rappresentanti Fiom dell’Ilva di Taranto, di fronte al terremoto in corso e alla situazione grave in fabbrica, in cui la Fiom peraltro ha sempre meno peso ed è sempre più strettamente unita a Fim e Uilm cioè ai sindacati dell’azienda, non hanno potuto andare oltre il sostegno alla magistratura e parole d’ordine buone per tutti gli usi: compatibilizzazione ambientale, intervento dello Stato…
Anche queste delegazioni operaie si muovono all’interno e lungo una posizione e un percorso democratico riformista senza posizioni e lotta classista, sempre all’insegna del piede in due staffe, Cgil/PD, governo e opposizione; sempre all’insegna del predicare bene e razzolare male.
Niente di strano, quindi, che a parte Landini, chi ha ricevuto maggior sostegno al comizio finale è stato Rodotà, sorta di ‘presidente onorario’, che sotto la bandiera della “Costituzione” e della ”difesa della Costituzione” raccoglie l’adesione convinta della direzione democratico piccolo borghese di Landini. L’attuazione della Costituzione, la legalità, la tutela dei redditi, l’Europa da cambiare, sono, per così dire, la piattaforma politica generale della forza politico-sindacale che si raccoglie intorno alla Fiom.
Ma tutto questo appare non solo come retorico, vecchio, ma con un progressivo slittamento a destra. Perchè di questo si tratta se non si denuncia il PD e la Cgil come cuore e sostenitore del governo Letta, a sua volta sotto l’egida Napolitano, al servizio dei padroni, dello Stato e dello stesso Berlusconi. Un governo più a destra del governo Monti, in un parlamento perfino più a destra di quello precedente, dove la protesta e l’opposizione è rappresentata dal populismo reazionario di Grillo.
Ma lo slittamento a destra della Fiom è più chiaro proprio sui temi dei lavoratori.
La democrazia sindacale, cavallo di battaglia retorico anche in questa manifestazione, non è più quella dell’opposizione al fascismo padronale di Marchionne, ma è quella che chiede di rientrare nella contrattazione per il tramite della concertazione neo corporativa. Non si parla neanche più di diritti per tutti i lavoratori ma di diritto di veto sugli accordi firmati; così la richiesta del voto dei lavoratori sugli accordi ha poco senso senza una denuncia/rottura col nuovo accordo sulla rappresentanza di tipo fascista che la Cgil si appresta a firmare con la Confindustria e che sterilizza ogni opposizione agli accordi, irregimentando ancor di più le RSU.
La Fiom è così una copertura ipocrita della posizione della Cgil. La Fiom è una cinghia di trasmissione del riformismo da pressione verso il PD e il governo della larghe intese. Ed è chiaro quindi che le parole d’ordine di critica all’”Agenda Monti”, di redistribuzione del reddito, di equità, democrazia del lavoro, giustizia sociale, sono poco più che socialdemocrazia, laburismo di sinistra che porta alla sconfitta le lotte dei lavoratori.
La debolezza di questa manifestazione non sta nei numeri, comunque assai difficili in questa fase senza acuta lotta di classe nelle fabbriche e senza sindacato di classe effettivo, ma nella mancanza nella manifestazione di una ribellione e di una opposizione interna, che non poteva certo neanche essere rappresentata da quei pezzi di movimento presenti con spezzoni e volantini di appoggio.
Comunque, alle componenti classiste e combattive della lotta sindacale e dell’opposizione politica di classe serve interferire nella dinamica dell’egemonia dei Landini, con spirito di unità e lotta tra i lavoratori.

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le prime decisioni del governicchio pd-pdl. a seguire: parliamo dei problemi reali del paese (da proletari comunisti)

Il governo Letta/B. si è riunito e ha preso alcune decisioni volute da B. Al Fano con linguaggio calcistico si assegna un gol. Ma per rimanere nella metafora calcistica, siamo alle partite truccate del calcio scommesse.
Per l’Imu è rinviato solo il pagamento, peraltro in maniera indiscriminata non mirata, come vuole appunto B.; i precari vengono prorogati a dicembre 2013 ma ne viene esclusa la massa maggioritaria dei precari della scuola; quindi, al di là delle parole, nessuna difesa di redditi e occupazione ma un gioco delle tre carte volto a garantire il governo, la sua nascita e sopravvivenza nell’interesse dei padroni, dei banchieri, dell’Europa ad egemonia tedesca.
Su tutti questi problemi, il governo Letta è un governicchio che proseguirà su questa strada finchè durerà, secondo i dettami dell’Agenda Monti e delle eventuali modifiche di essa decise a livello europeo.
Ma anche tutta la partita sull’economia, tutto questo gran parlare dei “problemi del paese”, del “lavoro”, dei “giovani”, è inconsistente aria fritta.
Padroni, governo, tutti i governi, hanno un solo problema, far pagare la crisi ai proletari e alle masse popolari, salvaguardare profitti e proprietà – nei limiti del possibile nella crisi, dura anche per i padroni europei.
Dove il governo intende funzionare davvero è nel salvare B. dalla ineleggibilità e galera, nel salvare partiti e politici, parlamentari dalla scure dei tagli della politica per perpetuarne casta e interessi trasversali.
Dove il governo invece vuole e deve funzionare è nella repressione, nel sostenere e portare avanti lo Stato di polizia, la dittatura moderno fascista non tanto mascherata in un parlamento eletto peraltro, come ora si ricorda di dire la Consulta, sulla base di una legge elettorale incostituzionale, e che, quindi, dovrebbe caso mai autosciogliersi e autoincriminarsi, da Napolitano fino all’ultimo peones in parlamento.
E qui il nipote del braccio destro di B. e i suoi squallidi ministri pretendono invece di fare la faccia feroce, contro il movimento No Tav, contro il movimento No Muos, contro le lotte operaie, dei disoccupati, contro le proteste studentesche da Milano a Napoli, contro le donne che si oppongono ai “morti” della “marcia per la vita”; pretendono di mettere il bavaglio ad internet trasformando le critiche in “vilipendio”, le parole in “violenza ed eversione”, lasciando mano libera alla polizia, ai suoi capi, alla sbirraglia fascista e razzista, spesso anche criminale e malavitosa che si rende responsabile di omicidi, di cariche ingiustificate.
Un governo che pretende di usare i ministri in odor di Costituzione, di progressismo, legalità come pure bandierine e foglie di fico, dando invece i ministeri della repressione nelle mani di berlusconiani quali Al Fano, o di protofascisti, come dovrebbe essere il novo capo di polizia, ecc.; un governo che si regge sull’incolpevolezza di B. nello scandalo Ruby è un manifesto aperto di pochezza e indecenza. Un governo, che ha un Nitto Palma al suo interno, un magistrato che ha scritto in fronte corruzione e servilismo, è peggio del governo Monti.
Operai, masse popolari, giovani, donne, movimenti studenteschi, di opposizione non possono certo farsi fermare da questo tipo di governo.
Né affidare in nessuna maniera la loro voce, le loro istanze a Grillo e alla sua sciagurata compagine in parlamento, la cui voce è sempre più fioca verso i potenti e sempre invece più acuta contro dissidenti e soprattutto movimenti, oppositori reali, per non parlare contro gli immigrati contro i quali il razzismo gli sbava dalla bocca.
Proletari comunisti – PCm

Sulla questione B./vicende giudiziarie e tutto lo squallido marciume che continua a ripresentarsi, si sta ripetendo in questi giorni il leit motiv che accompagnò l’esplosione di questo nero a partire dalla denuncia di Veronica Lario.
Da esponenti, sia donne che maschi, di destra e “sinistra” si ritorna a dire, con aria “molto responsabile”: ma basta B., parliamo delle cose vere del paese che interessano la gente, parliamo dei problemi della crisi economica, della mancanza di lavoro, delle persone che non ce la fanno, ecc. ecc. Tra l’altro, lo dicono, guarda caso, soprattutto quegli esponenti politici che normalmente non si interessano proprio dei problemi reali della gente, del paese e che quando invece si interessano del “loro paese” devi toccare ferro.
Dall’altra vi sono le trasmissioni televisive, da ‘Porta a porta’ a quella di Santoro, che, come prima, nel parlare di B., anche quando ne vogliono parlare male, di fatto ne fanno un’apologia.
Il “problema non è B.”, e intanto ce l’hai, in stretto abbraccio con il PD, nel governo, di quel governo che dovrebbe occuparsi dei problemi reali del paese?
Il “problema non è B.” e Letta le prima cose che ha fatto sono quelle dettate dall’Agenda B./Pdl”?
Il “problema non è B. e le sue vicende giudiziarie” e il PD che aveva detto che tra i primi provvedimenti del nuovo governo ci sarebbe stato quello sulla “incompatibilità”, l’ha messo nel cassetto?
Ecc. Ecc.
Ma stiamo scherzando?!
Noi invece continuiamo a pensare e a denunciare che B. è la punta di iceberg di un sistema politico italiano sporco, grottesco, arrogante, illegale, violento.
La concezione di B. e della sua corte restano e sono una cartina di tornasole dell’ideologia e del grado di inciviltà di una casta di questa società capitalista che si autoproduce e i cui esponenti si coprono gli uni con gli altri, perché anche quello più “pulito” ha la “rogna”.
Le vicende giudiziarie di B. hanno eccome condizionato l’affidamento dei ministeri (vedi Interni…), la nomina dei sottosegretari (vedi Nitto Palma) – e poi dicono: parliamo d’altro…
Lo Stato di polizia in questi giorni sta intervenendo con pesante repressione verso i movimenti di lotta, con un vice presidente del Governo e Ministro degli Interni Al Fano – vice di B. – che sembra un assatanato sia quando aizza la polizia contro le legittime lotte dei No Tav che quando va in piazza con B. ad attaccare la magistratura. E “B. non è un problema”?
Ma ancora una volta sono le donne di governo e di parlamento, di destra e di “sinistra” che si distinguono. Parlano di fare nuove leggi contro i femminicidi, di fare task force, e vanno a braccetto con il partito del capintesta calpestatore della dignità delle donne, B., incitatore della prostituzione, anche minorile, utilizzatore finale. Ma tutto lo schifo, imbarbarimento che continua ad emergere impunemente nelle aule giudiziarie e che non trova alcuna voce di parlamentari che chieda almeno l’arresto immediato di B., non è altra cosa dal silenzio sull’affossamento della giustizia nelle sentenze per le donne violentate e uccise.
A chi parla di “affrontare i problemi reali del paese” domandiamo: e questi che sono?
MC

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