fuori la schifosa pretaglia dalla scuola piemontese

In Piemonte, fino alla tornata elettorale del maggio scorso, ha governato – negli ultimi quattro anni – una Giunta illegittima capitanata dall’avvocato legaiolo novarese Roberto Cota.
Durante il periodo dominato dal satrapo di cui sopra – la democrazia rappresentativa era stata sospesa nel momento in cui l’esponente della destra radicale e fascista aveva accettato di essere eletto anche grazie ai voti di una lista, i Pensionati per Cota, che era palesemente illegale, essendo figlia di più reati commessi dal suo ideatore, il ‘signor’ Michele Giovine – la banda di delinquenti al suo servizio ha avuto la brillante idea di sfornare una serie di leggi assolutamente vergognose su tutti i temi possibili, provocando danni difficilmente riparabili in poco tempo.
La palma del peggiore provvedimento adottato va certamente a quello secondo il quale, nel caso in cui una scuola pubblica presente sul territorio abbia necessità di allargare la propria offerta formativa dando vita a nuove sezioni, deve chiedere il permesso alle sue omologhe paritarie, che hanno il diritto di veto (e puntualmente lo esercitano).
In questo modo, il gruppo di masnadieri al governo della Regione si è accaparrato i favori della schifosa pretaglia – che qui detiene ben oltre il novanta per cento degli istituti scolastici privati – a tutto discapito delle tasche dei cittadini, in molti casi costretti a sborsare rette ingenti per il fatto che i posti nelle strutture pubbliche non sono sufficienti a coprire il fabbisogno della popolazione.
La nuova Giunta, formata dalla destra moderata e capitanata da Don Sergio Kiamparino, ha promesso di cancellare a settembre questo vero e proprio sconcio; si vedrà: qui non si allenterà la vigilanza.

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sabato 2 agosto, torino per gaza: coi lavoratori della logistica (da free palestine trino)

PER GAZA CHE RESISTE
Lavoratori della logistica aderenti al Sicobas di Torino e alcuni gruppi torinesi per la Palestina promuovono un’iniziativa di solidarietà con la Resistenza palestinese nella Striscia di Gaza, martoriata da 24 giorni di aggressione israeliana che hanno fatto oltre 1400 morti, 8000 feriti ed enormi distruzioni.
Appuntamento sabato 2 agosto ore 15
corso Giulio Cesare angolo via Andreis – Porta Palazzo – Torino

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la presa di parola del movimento no tav-terzo valico sulla giornata del 30 luglio

A questo link – http://www.notavterzovalico.info/2014/07/31/la-presa-di-parola-del-movimento-sulla-giornata-del-30-luglio – il video integrale della conferenza stampa (P.T.)
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Questa mattina (ieri, n.d.r.) si è svolta presso la sede del comitato No Tav – Terzo Valico di Novi la conferenza stampa del movimento in cui si è presa parola sui fatti accaduti nella giornata di ieri. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per mostrare una piccola parte dei lacrimogeni sparati contro i cittadini e per annunciare le prossime iniziative di lotta. Venerdì sera appuntamento a Isoverde per una serata al cantiere di Cravasco e domenica sera fiaccolata ad Arquata Scrivia in solidarietà a chi ha resistito agli espropri e per ribadire la contrarietà al Terzo Valico.

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bono/fincantieri: microchip negli scarponi degli operai (da proletari comunisti)

“Lo schiavo romano era legato da catene al suo proprietario, il salariato è legato al suo da fili invisibili…” scrive Marx nel Capitale.
E i padroni se le inventano proprio tutte per affinare lo sfruttamento degli operai in fabbrica e allargare il tempo di lavoro finalizzato all’estrazione di sempre più plusvalore, così come fa l’a.d. della Fincantieri, Bono, che vorrebbe ricorrere a “fili invisibilmente moderni” come i microchip negli scarponi degli operai.
Ma i padroni sappiano che “la rivoluzione cui dovremo arrivare” necessariamente è quella con cui la classe operaia spezzerà definitivamente tutte i “fili invisibili” del sistema capitalistico.
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Un microchip negli scarponi degli operai, l’idea dell’Ad Fincantieri
TMNews
Trieste, 30 lug. (TMNews) – Microchip negli scarponi dei lavoratori Fincantieri. L’idea è di Giuseppe Bono, amministratore delegato del gruppo, che ne ha parlato nell’audizione in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
“Noi – ha detto Bono, con un pizzico d’ironia, parlando del rapporto con i sindacati e dell’eccessivo antagonismo in fabbrica – abbiamo già messo le verifiche delle entrate e delle uscite; non solo, fosse per noi metteremmo microchip negli scarponi dei lavoratori per sapere dove sono esattamente, quando lavorano sulle navi, specie quando accadono inconvenienti: sarà una rivoluzione che ci contesteranno, ma ci dovremo arrivare”.

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pieve ligure (ge), domenica 27 luglio: una strana festa cubana

Si tiene, da venerdì venticinque a domenica ventisette luglio, a Pieve Ligure – presso quello che un tempo era il binario uno della stazione, ormai dismesso da anni e trasformato in un parcheggio – la festa dell’Associazione culturale Italia-Cuba del Golfo Paradiso.
Al mio arrivo in loco, sono circa le ore 19:15 dell’ultimo giorno, incrocio uno storico compagno della ‘sinistra’ genovese – Roberto Giardelli – che mi avverte circa la poca attinenza tra la kermesse in questione e quelle dello stesso tipo a cui sono abituato a presenziare.
Devo dire che il fatto che l’iniziativa non sia stata messa in piedi dall’Associazione di amicizia Italia-Cuba, bensì da una fantomatica associazione culturale avrebbe dovuto mettermi in ambasce, ma – nonostante il monito ricevuto – decido di proseguire nella visita.
Sceso sul piazzale dedicato all’evento, noto immediatamente la totale assenza di qualsivoglia segno distintivo della comunità centroamericana, se non le magliette – con la bandiera della Républica de Cuba corredate dall’effige di Ernesto Guevara de la Sierna – indossate da chi lavora alle serate.
Proseguendo nella mia perlustrazione, mi imbatto nel ristorante: qui si serve cibo sostanzialmente non molto diverso da quello che si può gustare in locali di tipo occidentale, mentre sono praticamente assenti le specialità tipiche dell’isola caraibica.
Più avanti, accanto alla cucina, trovo il bar; “finalmente – penso – un luogo caratterizzato da qualcosa che sia cubano”: ma mi sbaglio, neanche questo esercizio soddisfa le aspettative.
Sì, ci sono i cocktails tipici della zona – cuba libre, mojito, caipirissima, caipirinha, e molti altri – ma la sorpresa sgradita è dietro l’angolo; richiesto di servirmi un cuba libre con rhum scuro, chi sta dall’altra parte del banco mi risponde: “mi dispiace, niente rhum scuro”!
Insomma, una vera e propria delusione su tutti i fronti: soltanto musica e gastronomia, nessuno spazio politico e neppure culturale; niente a che vedere con le feste di Italia-Cuba a cui sono abituato a partecipare.

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si resiste a manganelli e lacrimogeni. domenica fiaccolata ad arquata (da notavterzovalico)

Una spendida giornata di resistenza nel solco della tradizione del Movimento No Tav – Terzo Valico. Centinaia di persone per tutto il giorno sono state per le strade di Arquata, Serravalle e Pozzolo per provare ad impedire ancora una volta la realizzazione degli espropri propedeutici alla realizzazione del Terzo Valico. Lo si era capito nei giorni scorsi e se ne è avuta conferma già alle 8,30 del mattino che non sarebbe stata una giornata normale. Polizia e Carabinieri hanno chiuso la strada provinciale di collegamento fra Serravalle ed Arquata e dai blindati sono scesi un centinaio di agenti in assetto antisommossa. I No Tav – Terzo Valico non si sono fatti spaventare e hanno protetto con una catena umana i terreni che i signori del Cociv volevano espropriare. Polizia e Carabinieri sono avanzati e hanno incominciato a spingere con gli scudi sui cittadini pacifici che hanno tenuto testa alla pressione esercitata dalle forze dell’ordine.
A questo punto è incominciata la farsa, con l’omino incaricato di eseguire gli espropri che fotografava a distanza i terreni da espropriare per eseguire le immissioni in possesso. La stessa modalità già utilizzata nel luglio del 2012 e ritenuta non valida se oggi, a distanza di due anni, erano previsti gli stessi espropri. A questo punto la polizia si è ritirata e i No Tav – Terzo Valico si sono diretti nel bosco di via Moriassi fra Serravalle e Arquata dove erano previsti altri espropri. Neppure venti minuti e la lunga distesa di caschi blu ha imboccato la strada dentro il bosco e ha trovato ad attenderli barricate che sono state rimosse dagli agenti. A questo punto No Tav – Terzo Valico e forze dell’ordine si sono nuovamente trovate faccia a faccia e ci sono stati i primi scontri con cariche, manganellate e lanci di lacrimogeni al gas CS, banditi dalle convenzioni internazionali di guerra ma usati dalla polizia italiana per l’ordine pubblico. Dopo la prima carica i No Tav si sono ricompattati continuando ad impedire l’accesso ai terreni da espropriare. Sono continuati i lanci di lacrimogeni e ci sono state altre cariche per disperdere i No Tav ma polizia e Cociv non sono riusciti a raggiungere i terreni da espropriare. La solita foto da distante e si sono dileguati. Lo stesso copione si è poi ripetuto a Moriassi all’imbocco della strada per Radimero e alla Crenna dove la polizia ha nuovamente caricato e manganellato i No Tav – Terzo Valico. L’unico esproprio che sono riusciti ad eseguire secondo le procedure di legge è stato invece quello previsto a Pozzolo con le forze dell’ordine che hanno bloccato nuovamente la strada provinciale impedendo alla maggioranza dei militanti dei comitati di raggiungere l’area a richio esproprio.
Parecchi militanti sono stati feriti nelle cariche in mezzo al bosco di Moriassi, a un ragazzo è stata aperta la testa da una manganellata e molti sono rimasti contusi come dimostrano le foto che pubblichiamo sotto. Tutti sono stati medicati dalle ambulanze del 118 con l’eccezione di Tino, storico esponente del comitato pozzolese che è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dopo che un poliziotto gli ha afferrato il braccio e ha tentato di romperglielo per fortuna non riuscendoci. Le solite scene di una polizia totalmente fuori controllo a cui il Movimento No tav – Terzo Valico si è purtroppo abituato a partire dalla marcia popolare del 5 Aprile ad Arquata. Alle ore 18 si è svolta l’assemblea del movimento alla Crenna e si è deciso di convocare per domani mattina (giovedì trentuno luglio, n.d.r.) alle 10 e 30 presso la sede No Tav di Novi in via Paolo Giacometti 21 una conferenza stampa e domenica una fiaccolata ad Arquata in risposta alle violenze subite e per ribadire la contrarietà alla realizzazione dell’opera ferroviaria. Il concentramento è alle ore 20 e 30 presso Piazza Santo Bertelli (davanti al Comune) e la fiaccolata si snoderà pacificamente per le vie del paese.
Intanto i No Tav della Valsusa chiudevano in solidarietà coi No Tav – Terzo Valico i cancelli del cantiere di Chiomonte (una delegazione di valsusini era presente anche in Valle Scrivia, a loro e a tutti i solidali accorsi a dar manforte un grande abbraccio) e Anonymous annunciava di aver messo off line il sito del Cociv sul Terzo Valico.
La giornata si è quindi conclusa con la consapevolezza di aver scritto una nuova pagina di resistenza alla costruzione del Terzo Valico e la soddisfazione di aver nuovamente impedito la realizzazione di quasi tutti gli espropri previsti nella giornata di oggi. Il movimento prosegue la lotta popolare contro la costruzione del Terzo Valico e come è stato dimostrato oggi lo fa ogni giorno che passa con maggior determinazione e convinzione. Ci si vede tutti domenica sera alla fiaccolata di Arquata.

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no muos ancora repressione! provvedimento di divieto di dimora nel comune di niscemi anche per il coordinatore provinciale dello slai cobas per il sindacato di classe di palermo (da proletari comunisti)

Solidarietà militante al compagno di Proletari Comunisti (P.T.)
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No Muos: dopo numerose denunce, perquisizioni, fogli di via… ancora repressione!
Denunciamo con forza la nuova tornata repressiva di questo Stato, che diventa sempre più Stato di polizia, che ancora una volta si abbatte contro la lotta del movimento No Muos: 29 provvedimenti di divieto di dimora a Niscemi sono stati emessi dal Tribunale di Gela contro militanti e attivisti di varie parti della Sicilia ma non solo, tra cui quello notificato dalla questura di Palermo al Coordinatore Provinciale dello Slai Cobas per il s.c. di Palermo nonché militante politico del Circolo di Proletari Comunisti.
Il giudice per le indagini preliminari di Gela, Fabrizio Molinari, ha infatti emesso una “Ordinanza di applicazione di misura cautelare personale” che “prescrive ai suddetti indagati di non dimorare nel Comune di Niscemi e di non accedervi senza l’autorizzazione del giudice che procede”.
Lo Stato borghese, che usa la repressione in molteplici forme per salvaguardare i propri interessi di potere, soprattutto in fasi specifiche, è tempestivo nello scagliarla contro chi lotta avendo il chiarissimo obiettivo – all’interno del moderno fascismo che avanza – di attaccare preventivamente i movimenti di lotta come il No Muos in questo caso: ci si avvia infatti vero la nuova manifestazione a Niscemi del 9 agosto, ad un anno dalla grande manifestazione del 9 agosto 2013, in cui migliaia di manifestanti, giovani, lavoratrici e lavoratori, anziani, famiglie con bambini… marciarono fino alla base americana, invadendola per protestare contro l’installazione di questa antenna di morte, per lo smantellamento delle antenne presenti da anni nel terrritorio niscemese, per rivendicare non solo il diritto alla salute di chiunque abiti in Sicilia contro l’inquinamento ambientale e le correlate malattie che questi MUOStri causano alla popolazione, ma per ribadire anche a gran voce che i popoli non vogliono essere complici degli strumenti che governi come quello degli Usa, con il sostegno aperto del governo italiano, dai vertici più alti fino ai responsabili della Regione, come Crocetta, il presidente voltagabbana, utilizzano per le loro guerre imperialiste di rapina e distruzione mirate solo ed esclusivamente a mantenere il controllo di diverse parti del mondo per aumentare il profitto del Capitale.
E ancor di più lo gridiamo in questi giorni, tragicamente segnati dal sangue innocente che il popolo palestinese sta versando a causa dell’azione di vero e proprio sterminio messo in atto dallo Stato nazista di Israele fornito continuamente di strumenti di guerra proprio dagli Usa, ma anche da altri governi come quello italiano.
La reale illegittimità e il “grave ed allarmante pericolo per la sicurezza e l’ordine pubblico”, come recita l’ordinanza, non sono quelli delle masse popolari che lottano contro gli strumenti di morte della guerra imperialista e in difesa delle condizioni generali di vita, ma quelli di questo Stato borghese con i suoi governi di turno in complicità con altri paesi imperialisti come gli USA, che spadroneggiano sulla nostra terra, compreso con l’installazione del Muos!
Governi, sempre più delegittimati perchè sempre più facenti parte di una vera e propria casta criminale con una arroganza senza fine, sono loro il vero pericolo per la convivenza sociale, non chi lotta contro il Muos più che giustamente; così come gli altri movimenti elencati nell’ordinanza: “No-Tav, NO-DAL MOLIN, NO-RADAR Sardegna, NO-DISCARICHE, NO-PONTE, NO-TRIV, Associazione Rita Atria”. La magistratura strumentalmente, anche in questo caso, prova a dividere i manifestanti in cattivi da isolare e buoni da non “sobillare… nella perniciosa direzione di forme di proteste estreme…”.
Chi incarna il vero e allarmante pericolo per la convivenza sociale sono i responsabili della crescente disoccupazione, precarietà, povertà, dei morti sul lavoro, dell’invivibilità generale, sono gli stessi che quando incappano nella “giustizia” vengono trattati invece in guanti gialli, sono questi governi e istituzioni borghesi per i quali la vita delle masse popolari non conta proprio nulla e che per questo devono avere LORO il “divieto di dimora nella società” e non chi lotta per difendere diritti basilari come quelli che permettono condizioni di vita degni di questo nome.
Si illudono se pensano che provvedimenti repressivi come questi possono fermare la lotta, perché ora come sempre la repressione non ferma ma alimenta la giusta e necessaria ribellione!

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